Articoli Taggati ‘interporto’

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L’Interporto del Gruppo Barletta ha siglato un accordo di collaborazione con Movimoda, società specializzata nella logistica per le imprese della moda che andrà ad occupare un capannone di 40.000 mq presso l’Interporto di Marcianise Caserta, 20 maggio 2010 – Interporto Sud Europa, società controllata del Gruppo Barletta, ha siglato un importante accordo di collaborazione con Movimoda, impresa leader specializzata nella logistica per imprese di abbigliamento, calzaturiere e di accessori.

Movimoda stoccherà i prodotti delle più importanti griffe italiane destinate al mercato europeo nel capannone che è stato recentemente realizzato presso l’ISE, sfruttando una superficie di 40.000 mq.

Soddisfazione è stata espressa dai vertici aziendali dell’Interporto Sud Europa: “Questo importante accordo di collaborazione conferma l’importanza strategica e le grandi potenzialità dell’Interporto Sud Europa. Qualità che già grandi aziende ci riconoscono e che vengono riconfermate da nuovi operatori della logistica che vedono in noi un partner affidabile capace di rispondere alle loro esigenze. L’acquisizione di questo cliente è il risultato di una strategia aziendale che nei prossimi mesi porterà ISE ad aprirsi ancora di più al mercato, diventando un punto di riferimento per il settore della logistica in Italia ed in Europa. Il crescente interesse dimostrato dagli operatori esteri nei nostri confronti è un ulteriore stimolo a incentivare piani di sviluppo che prevedano nuove joint venture con gruppi internazionali. Proprio in questa ottica la nostra partecipazione al SIL di Barcellona vuole essere un’occasione importante per dare la massima visibilità al nostro Interporto ed esportare all’estero un esempio di eccellenza imprenditoriale italiana “.

Dal 25 al 28 maggio l’Interporto Sud Europa sarà presente al SIL – Salone Internazionale della Logistica e della Manutenzione di Barcellona, una manifestazione considerata la fiera di settore più importante dell’Europa meridionale che vedrà la partecipazione dei principali operatori della logistica a livello internazionale.

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E’ stato siglato l’accordo tra la Regione Campania, l’Autorità portuale di Napoli e l’Interporto Campano di Nola per l’attivazione del nuovo sistema logistico portuale napoletano, che prevede il trasporto su rotaie delle merci. Il protocollo reca la firma dall’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, del presidente dell’Autorità portuale di Napoli, Luciano Dassatti e dal presidente del Cis di Nola, Giovanni Punzo. All’incontro, avvenuto nell’Interporto di Nola, ha partecipato anche la vice presidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno, Cristiana Coppola. ”Per la prima volta nel nostro Paese – dichiara Cascetta – il porto di Napoli e l’Interporto di Nola diventano parte di un’unica infrastruttura per la logistica ed il trasporto merci.

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http://www.unioneinterportiriuniti.org/

Il sito unioneinterportitriuniti.org rappresenta la rete italiana degli interporti, infatti il sito grazie ad una intuitiva cartina geografica dell’Italia consente l’accesso ai siti di tutti gli interporti italiani. Il sito inoltre presente la struttura, i membri e le attività dell’associazione che riunisce gli interporti, inoltre presenta le linee strategiche per l’interportualità e la logistica in Italia. Il sito riporta inoltre le notizie e gli eventi collegati all’associazione.

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Alla ricerca di una mobilità sostenibile, le nazioni europee stanno promuovendo nuove formule di trasporto delle merci alternative. In questo contesto giocano un ruolo chiave da un lato i trasporti intermodali, ovvero quelli effettuati attraverso l’ausilio di una combinazione di mezzi diversi, e, dall’altro, gli interporti, ovvvero i nodi logistici in cui si incontrano le varie vie ferroviarie, stradali e autostradali, portuali, doganali e via dicendo. Gli interporti sorgono in quartieri che si trovano normalmente alla periferia delle grandi città, sono adibiti all’interscambio delle merci e sono attrezzati di magazzini normali e refrigerati.
Anche il Governo italiano negli ultimi anni sta promuovendo lo sviluppo di queste realtà, con l’obiettivo di liberare in parte le città dall’assedio dei mezzi pesanti, consentendo che le merci vengano smistate in centri adatti, spostate da mezzi grandi a mezzi più piccoli e per questo motivo maggiormente adatti alla consegna nei centri urbani, per arrivare ai negozi o ai singoli utilizzatori finali.
Ormai tutte le grandi città italiane sono provviste di interporti. I più attivi risultano quelli situati sulle grandi direttive di traffico tra il nord e il sud Europa e quelli situati ai punti nodali di confine. Esempi positivi e funzionanti già da qualche anno possono essere considerati quelli di Ancona, Bologna, Padova, Rovigo, Verona, Parma e Torino nonché quelli situati dove in passato c’era la porta di uscita dall’Unione Europea verso le nazioni dell’ Est-Europa, a Bari, Cervignano del Friuli, Pordenone, Gorizia e Trieste.Qualche settimana fa, ad esempio, la banchina dell’Interporto di Rovigo ha supportato il primo carico su chiatte di impianti fuori sagoma, altrimenti non trasportabili su strada, destinati ai campi petroliferi in Oman, sultanato asiatico confinante con gli Emirati dell’Arabia Saudita
Guardando in dettaglio gli interporti italiani, un modello interessante è quello di Padova, che rappresenta un nodo strategico per le merci in partenza e in arrivo da Europa, Africa e Asia. Contando su di una superficie di più di 2 milioni di metri quadrati, la realtà padovana è collegata ai principali assi viari e ferroviari che tagliano in lungo e largo il Veneto. Al suo interno trovano spazio 100 e passa aziende, 80 delle quali operanti nel settore dei trasporti. Tra gli altri numeri interessanti si segnalano le 1.200 unità di lavoratori impiegati a cui si aggiungono i tremila addetti dell’indotto.
Un circolo virtuoso dei trasporti è stato recentemente varato invece dalla Regione Campania, che ha stanziato due milioni di euro al Comune di Mercato San Severino. Le autorità regionali hanno infatti approvato il piano di riparto delle risorse disponibili a favore dei Comuni ritenuti ammissibili, tra cui Mercato San Severino, per la realizzazione del polo integrato della logistica e della ricerca scientifica.
«È un importante passo avanti – ha spiegato il sindaco Giovanni Romano – per la realizzazione della prima piattaforma retroportuale della Regione Campania. Il finanziamento ci consente di avviare la fase operativa di negoziazione con gli operatori del settore che hanno già manifestato l’interesse ad insediarsi sul nostro territorio, riducendo l’onere a loro carico per l’acquisto delle aree, in questo particolare momento di difficoltà economica generale».
La progettazione del Polo della Logistica, promossa dal Comune, ha mosso i primi passi da un protocollo d’Intesa firmato dall’Università di Salerno, Confindustria Salerno, società Interporto, Provincia di Salerno e Regione Campania.
«Il finanziamento ottenuto – ha sottolineato Romano – ci consentirà di completare la rete degli accessi all’area rendendola fruibile. Abbiamo puntato molto su questa iniziativa perché riteniamo strategico il settore della logistica, in coerenza con quanto stabilito nel Piano di Sviluppo Regionale. Essa risponde alla vocazione storica ed economica territoriale che colloca la nostra città tra i centri più importanti di smistamento dei traffici commerciali fin dal periodo romano ».La nuova area interportuale diverrà un centro di coordinamento delle attività del porto di Salerno, dell’aeroporto di Pontecagnano e dell’interporto di Battipaglia.

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Gli interporti italiani come prospettiva di investimento: sul know how logistico e sullo sviluppo dell’intermodalità. Lo ha detto ieri Nicola Paradiso, marketing manager dell’interporto di Parma, al roadshow “Investment Day in Japan” di Tokyo, dove Cepim è stato chiamato a rappresentare la realtà interportuale italiana. L’intervento era inserito in uno dei due focus – su energie rinnovabili e logistica – in programma nella giornata conclusiva dell’evento.
«Gli interporti italiani – ha spiegato Paradiso – sono infrastrutture complesse che hanno registrato negli ultimi anni un notevole incremento, non soltanto fisico, con l’aumento degli spazi dedicati a magazzini e intermodalità, ma soprattutto di tipo economico, per la quantità di merce movimentata ed il fatturato, ed occupazionale». Sono stati 400 i partecipanti internazionali accreditati al workshop, organizzato da Invitalia e Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ nell’ambito del programma “Italia in Giappone 2009″. «Iniziative come questa – ha detto il presidente di Cepim Johann Marzani – sono un canale per consolidare nuove relazioni economiche e la promozione all’estero della cultura logistica interportuale italiana». Opportunità che vanno colte, ha aggiunto l’ad Luigi Capitani «e poi trasformare in termini concreti, sul campo».

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